Storia
Il ponte cadde in rovina dopo l'abbandono della Britannia da parte dei Romani e, poiché anche la stessa Londinium fu abbandonata, non c'era più necessità di un ponte in quella posizione.
Durante il periodo in cui si stabilirono i Sassoni il fiume stesso divenne il confine politico tra i regni ostili di Mercia e Wessex. Con le invasioni vichinghe dei danesi e con la riconquista da parte dei sovrani del Wessex la vecchia città romana venne nuovamente occupata da parte di Alfredo il Grande, molto probabilmente sorse di nuovo l'esigenza di un ponte controllato dai Sassoni che attraversasse il luogo. Tuttavia non ci sono riscontri archeologici circa l'esistenza di un ponte prima del regno di Etelredo II e dei suoi tentativi di fermare le invasioni delle truppe di Sweyn I di Danimarca nel decennio 990.
Nel 1014, secondo una tradizione scaldica molto successiva, il ponte fu incendiato dal principe norvegese Olaf II che stava aiutando il re Etelredo in un riuscito tentativo di dividere le truppe danesi che detenevano la città di Londra e Southwark, riuscendo a riconquistare Londra per conto del re sassone. La prima testimonianza scritta dell'epoca circa l'esistenza di un nuovo ponte sassone risale infatti al 1016, quando fu attraversato dalle navi di re Canuto I per riconquistare il trono di Edmondo II.
In seguito un nuovo ponte in legno venne ricostruito dai normanni ma fu nuovamente distrutto nel 1091 da una tempesta di elevata intensità nota come il tornado di Londra del 1091. Il ripristino o la sostituzione del ponte avvenne per opera di Guglielmo II, attraverso i lavori forzati dei prigionieri di guerra, insieme ai contestuali lavori per la nuova Cattedrale di Saint Paul e per la Torre di Londra ma nel 1136 il ponte venne nuovamente distrutto da un incendio.
A seguito della distruzione del 1136 la ricostruzione del ponte avvenne durante il regno di Stefano d'Inghilterra, presumibilmente lungo gli stessi confini istituiti da Guglielmo II. Con l'ascesa al trono di Enrico II d'Inghilterra ci fu un tentativo di regolarizzare la manutenzione del nuovo ponte attraverso l'istituzione di una corporazione monastica nazionale che la supportasse, di fatto attraverso la vendita delle indulgenze; tuttavia esistono prove dell'esistenza anche di altre corporazioni locali non autorizzate, aventi il medesimo scopo.
Nel 1163 Peter De Colechurch fu nominato ufficialmente Guardiano della Confraternita per il Ponte, riunendo in questa carica tutti i provvedimenti precedentemente adottati. Nel 1173 egli propose di sostituire l'esistente ponte in legno con uno più grande e solido realizzato in pietra. La realizzazione del nuovo ponte fu quasi certamente collegata alla necessità di far fronte alla crescente diffusione del culto di Thomas Becket e al relativo flusso di pellegrini diretti a Canterbury. La costruzione del nuovo London Bridge cominciò sotto la direzione di De Colechurch nel 1176 e fu completato nel 1209, durante il regno di Giovanni d'Inghilterra; il sovrano autorizzò anche la costruzione di abitazioni in modo da ottenere degli ulteriori introiti per la necessaria manutenzione e al centro del ponte fu anche costruita una cappella dedicata a Thomas Becket, divenuto nel frattempo santo patrono della città. La cappella di San Tommaso divenne più imponente delle chiese della città alta e aveva anche un ingresso a livello dell'acqua per i pescatori e per i traghettatori che transitavano sul fiume. Raffigurazioni dell'epoca mostrano edifici alti addirittura fino a sei piani; inoltre, insieme alle abitazioni, sorsero svariate botteghe. Dalla documentazione del tempo si ha notizia di circa duecento attività commerciali aventi sede lungo il ponte, nessuna di esse però vendeva birra o alimenti, poiché la loro conservazione richiedeva cantine che sul ponte non potevano esserci. I commercianti, in maggioranza mercanti di stoffe, droghieri, fabbri, artigiani e conciatori vivevano sopra le loro botteghe e vendevano le merci al piano terra. Le finestre fungevano da vetrine e sopra ciascun negozio era appesa un'insegna che aveva la forma della mercanzia venduta in modo tale da essere riconosciuta anche dagli analfabeti. Alcuni degli ultimi piani degli edifici erano collegati agli edifici dal lato opposto tramite passarelle, conferendo a tratti al ponte l'aspetto di una galleria.